Pradleves, tanti alloggi ma i turisti non arrivano

15/04/2012
Pradleves, tanti alloggi ma i turisti non arrivano

 

Cinquecento alloggi per 280 abitanti. Alcuni sono in vendita, altri(i ¾ ) sono seconde case. “Bisognerebbe affittarli ai turisti – spiega Luisa Abello, giovane albergatrice – anziché lasciarli chiusi”. “Non conviene – ribatte Rosanna Lerda -, i ricavi non basterebbero a coprire le spese”. “Ma così affossiamo il turismo – ancora Abello -, occorre investire. Garantire a chi viene in valle una vacanza da sogno”. “Dobbiamo attirare gente – ne è convinto Andrea Mecca, per 33 anni responsabile dell’Ufficio postale e ora vicesindaco -. C’è resistenza resistenza nell’affitare gli appartamenti. In certi casi manca la volontà. E c’è chi getta la spugna. Un proprietario ha fatto domanda di staccarsi dall’acquedotto per non pagare le acque reflue”.

“E’ finita la pacchia. Un tempo i turisti arrivavano a frotte, non c’era bisogno di fare promozione. Ma io sono ottimista – spiega Cinzia Daniele, albergatrice -. Dobbiamo credere nelle nostre potenzialità, e risorse. Ad esempio i corsi di musica estivi che richiamano bambini da tutta l’Italia e metterci al passo con altre realtà se vogliamo essere competitivi”. L’ottimismo di Daniele si scontra con la rassegnazione di Giovanna Cravero. Anche lei ha un albergo: “Siamo reduci da un inverno disastroso. Pochi clienti, tante tasse. E’ da oltre cinquant’anni che abbiamo questa attività, ci abbiamo creduto, abbiamo investito per il futuro. Ma ora sono demoralizzata. Mio figlio che c’è la sta mettendo tutta per andare avanti”. Anche Rosanna Lerda è pessimista. Lei ha un negozio di alimentari, ha continuato l’attività di famiglia: “Un’attività che ha quasi cinquant’anni. Siamo sempre aperti, domeniche comprese”. Anche lei non riesce a stare dietro all’incalzare delle tasse, sproporzionato agli incassi. “Questo regime fiscale è da rivedere – aggiunge Mecca - . Qui d’inverno non si vede anima. Non abbiamo impianti di risalita. Solo la pista di pattinaggio. E’ ingiusto che si paghino tasse come se stessimo in città”.

“Ma soprattutto non abbiamo risorse – precisa il sindaco Marco Marino -. Presto acquisiremo la centrale idroelettrica e ne affideremo la gestione a un privato. Prevediamo di incassare 10 mila euro l’anno. Abbiamo anche vinto il bando della Crc sull’energia fotovoltaica e sul contenimento delle spese energetiche. Con i pannelli sulla palestra e la sostituzione dell’illuminazione pubblica con Led, prevediamo un risparmio del 60%.. L’obiettivo è di garantire alla gente di montagna una vita dignitosa. Come? Contenendo i costi dei servizi. Così faremo per l’Imu e la tassa rifiuti”. Il paese inoltre può ancora contare su una serie di servizi importanti: Poste, farmacia, negozi, ristoranti, bar, impianti sportivi.

Dal prossimo anno chiuderà invece la scuola elementare. I bambini (una decina) andranno a Monterosso Grana.

Chi invece continua ad investire sul territorio sono realtà come caseifici e artigianato. Piercarlo Gottardo: “Il nostro fiore all’occhiello è il formaggio Castelmagno e ce la mettiamo tutta per promuoverlo attraverso le nostre aziende, i ristoranti, l’esportazione all’estero. Da un po’ di tempo accompagniamo i turisti a visitare le cantine dove viene stagionato”.

Carlo Pozzi gestisce gli impianti sportivi, è lombardo vent’anni fa ha lasciato tutto per trasferirsi a Pradleves: “Non ci saranno tante comodità come a Milano, ma la qualità della vita è sicuramente migliore” Anche lui è convinto che si potrebbe fare di più. E ci invita a visitare il vecchio mulino ristrutturato è l’acquedotto “raro esempio di architettura industriale”. Francesco Muggeo scuote la testa. Pugliese, trapiantato in valle Grana per amore, ha gestito per anni bar e tabaccheria: “Negli anni ’60 eravamo 800 abitanti. Oggi arrivo a mala pena a fare 7 caffè al giorno”. Intanto c’è chi dedica tempo ed energie per attirare gente in paese. Sono i volontari Pro loco. “Organizzano un sacco di iniziative. il presepe vivente ha richiamato 1500 persone” ancora il sindaco. La signora Lucia Martino, arrivata da Torino. A Pradleves  ha una seconda casa: “Mi trovo bene, qui ho le mie radici. Certo in questi anni il paese è cambiato molto, c’è meno turismo, e i giovani sono attratti da altri posti”.

La presentatrice di Unomattina Elisa Isoardi intanto qualcosa per la valle l’ha fatto: ha aperto proprio a Pradleves un ristorante.