"Meno tasse ai negozi nelle valli dove il turismo è un miraggio"

22/03/2012

Meno tasse per commercianti ed esercenti delle zone montane. Normative più semplici per agevolare i controlli di Asl, forestale e guardia di finanza. Maggiore flessibilità per l’utilizzo delle assunzioni temporanee e dei contratti di lavoro chiamata. Sono le richieste del nuovo comitato spontaneo dei commercianti della Valle Grana, preoccupati dalla crisi che si abbatte sulle attività nei territori marginali, a rischio chiusura e spopolamento. "Non chiediamo forme di assistenzialismo, ma una seria modifica alle attuali norme affinchè la montagna abbia la possibilità di mantenere aperti negozi che svolgono una funzione più sociale che redditizia". Quindi un esempio. "Attività che incassano un reddito mensile dai 5.000 euro in su possono permettersi di pagare le tasse vigenti. Diversa è la situazione per coloro che non riescono a racimolare un reddito superiore ai 1.000-2.000 euro mensili, come accade per il commercio montano. Oltre a non avere i mezzi per mantenere la propria attività, corrono il rischio di vedersi recapitare multe comminate sulla base dei redditi altrui". Tradotto: ingiusto applicare alla montagna le stesse tasse della pianura. "Nelle nostre zone - osservano ancora - i clienti sono dai 5 ai 10 al giorno per un periodo di dieci mesi all’
anno. La stagione estiva si riduce a venti giorni, a cui si può aggiungere qualche festività, fiera o manifestazione. Le spese gestionali, in certi periodi, superano gli incassi". Il comitato ha già presentato le proprie istanze in un incontro a Pradleves con l’assessore regionale al Commercio, William Casoni. Altre riunioni saranno programmate nel corso dell’anno con rappresentanti istituzionali e politici della provincia.

matteo borgetto (da la Stampa del 22.03.2012)